Archivio mensile:luglio 2013

Mangiar bene al self-service: Exki!

Da quando sono a dieta dedico quasi ogni sera almeno mezz’ora per preparare il pasto del giorno seguente da portare a lavoro. Non che dalle parti del mio ufficio manchino bar e ristoranti: il centro di Torino offre possibilità ampie da quel punto di vista. Il problema è che la maggior parte dei piatti di qualità serviti nei locali è caratterizzata dalla presenza di ingredienti e condimenti più o meno grassi (non parlo necessariamente di salse e fritti) e la scelta sulle insalate lascia spesso a desiderare.  Da qualche tempo, tuttavia, un paio di colleghi salutisti mi hanno suggerito Exki, nota catena di self-service con sedi a Torino e Milano.

exki

“In ogni momento della giornata, EXKì vi propone ricette originali, preparate con ingredienti naturali, freschi e di qualità. 

EXKì è un modo di essere, di lavorare e, naturalmente, di mangiare: questo fa la differenza e tutti noi di EXKì ci crediamo profondamente.

Benvenuti e buon appetito!”

La descrizione offerta dal sito è dunque una dichiarazione d’intenti più che condivisibile. Ma quanto c’è di vero? Ho voluto verificare di persona, e devo dire di essere rimasta soddisfatta.

exki 2

I locali sono pulitissimi, ordinati e tappezzati di cartelli che aiutano i clienti ad orientarsi. La scelta è piuttosto vasta: primi, torte dolci e salate, antipasti, secondi, verdure, dessert e frullati rinfrescanti. E, naturalmente, le insalate. Tantissime insalate! Fortunatamente, prima della pausa pranzo ho consultato l’elenco dei piatti sul sito, optando da subito per una “Lisbona”: cous cous, insalata mista, cetriolo, pollo grigliato, menta, rucola, limone. Difficile che una semplice insalata mi faccia venire l’acquolina in bocca, ma questa ci è riuscita. Tutti gli ingredienti erano freschissimi e saporiti. Avrei tanto voluto provare qualche altro piatto, magari qualcosa di caldo … ma se ne riparlerà a fine dieta (ammesso che io riesca a finirla …).

insalata

Ed ora veniamo ai costi: devo dire che ero preparata a ben peggio. Per la mia insalatona ho pagato 5,20 euro, meno del costo di un mio ticket restaurant. Nella media con i prezzi di un qualunque bar, ma di qualità decisamente superiore. Sono tornata una seconda volta a distanza di poco, portando con me una collega. Entrambe siamo rimaste nuovamente entusiaste … ma questa volta abbiamo speso 17 euro in due e ne ho dedotto che è sufficiente un piatto di carne o della frutta per far lievitare di molto i prezzi.

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Un giorno in Africa: cronaca della mia gita allo Zoom

Il fine settimana passato sono stata allo Zoom, il noto bioparco italiano aperto di recente a Cumiana, in provincia di Torino. La gita era in programma da tempo, stavo solo aspettando il termine della stagione delle piogge. Anche perché: a- il bioparco è ovviamente all’aperto; b- il biglietto non è propriamente economico. 18,50 euro, ma se fate appello al vostro spirito di organizzazione potrete prenotare la visita online con una settimana di anticipo, pagando 14,50. Ne vale la pena? Beh, diciamo che dipende dal vostro amore per gli animali. Per me ne è valsa la pena.

La gita dura circa due ore, a meno che non vogliate soffermarvi più a lungo. Quasi tutti gli habitat sono delimitati da semplici staccionate o, dove possibile, privi di delimitazioni. Le specie ospitate dal bioparco sono tendenzialmente erbivore e, nella maggior parte dei casi, poco pericolose per l’uomo: suricati, pinguini, testuggini, lama, giraffe, struzzi, cammelli, e molte altre. Protagonista incontrastato e idolo dei bambini è il socievolissimo lemure … anche se in realtà dovrei parlare al plurale: catta, mongoz, lemure nero e dal ventre rosso sono le varietà riscontrabili. I lemuri scorrazzano allegramente fra i visitatori, non temono il pubblico e, stando agli avvisi affissi all’ingresso della passerella, hanno la tendenza a “frugare” fra gli effetti personali della gente. Ne avrei adottati volentieri una decina ma, ad essere completamente sincera, gli animali che mi hanno affascinata maggiormente sono le gigantesche testuggini. L’idea che possano camminare sulla Terra per centinaia di anni, la struttura possente, l’atteggiamento placido. Sarei rimasta a fotografarle per tutto il giorno.

Cammello fenicottero Giraffa Impala Lemure Pellicano Pinguini Testuggini-3

L’habitat più interessante è certamente il Serengheti, il cui nome trae ispirazione dall’omonimo Parco Nazionale africano, caratterizzato da una straordinaria biodiversità. La versione torinese offre alloggio a giraffe (tanto vicine da poterne accarezzare il muso stando sulla passerella), zebre, struzzi, gazzelle, impala, struzzi, marabù, antilopi.

Valore aggiunto di non poca importanza, il personale del parco è davvero gentilissimo ed è possibile assistere, nelle varie aree, a racconti e spiegazioni offerti da guide cordiali e preparate. Così è stato anche possibile capire quali sono gli orari migliori per le visite estive: evitate, se possibile, le ore più calde (a meno che non abbiate voglia di “appostarvi” in paziente attesa), perché gli animali, specie quelli più piccoli, cercano ristoro al chiuso o in zone coperte ed ombreggiate. Io ho scelto una visita mattutina e sono riuscita a vedere tutto.

Se poi volete darvi una rinfrescata, prolungando ulteriormente la vostra uscita, potrete trattenervi presso il Bolder Beach (con sovrapprezzo sul biglietto di quattro euro), la piscina aperta del bioparco.