Archivi tag: all you can eat

SUSHIKO: fusion restaurant low cost

Sushi, in giapponese antico, significa letteralmente: “cibo che non potrai mai realmente permetterti. Ed ora sciò, va a giocare con i tuoi orribili bastoncini di surimi accostandoli al padiglione auricolare nel vano tentativo di percepire una seppur recondita traccia di mare“. O giù di lì.

La prima volta che mangiai sushi fu a Parigi, in un piccolo ristorante dalle parti di Pere Lachaise. Tergiversai parecchio di fronte all’ingresso del locale: per me, cresciuta a pane e bagna cauda, l’idea di trangugiare pesce crudo era raccapricciante. Mai pregiudizio fu più infondato: già al secondo boccone realizzai che avrei voluto strafocarmene sino ad esplodere. Quasi contestualmente, tuttavia, compresi che per dar seguito al proposito mi sarebbe toccato sequestrare Lapo Elkann e chiedere un riscatto (sempre ammesso che il buon vecchio Alain avesse voglia di scucire migliaia di euro per riavere con sé la rappresentanza scema della famiglia).

Da quel giorno cenai in svariati ristoranti giapponesi ma, fallito il tentativo di sequestro (provateci voi ad inseguire un Suv con una Matiz GPL), dovetti rinuniciare all’assurda pretesa di alzarmi da tavola sazia. Fino allo scorso week-end, quando misi piede per la prima volta da Sushiko. Trattasi di fusion restaurant dotato di Kaitan (l’ormai noto tapis roulant che scorre fra i tavoli trasportando ciotole di cibo), con sedi in tutta Italia. Qui a Crumirolandia, per il momento, ne sono stati recentemente inaugurati due: uno in Torino centro (Via Livorno), l’altro a Rivalta. La formula Infinity prevede che, per soli 9.90 (bevande escluse) si possa perdere ogni parvenza di dignità e trangugiare laqualunque fino ad avere la forza di masticare.

SUSHIKO RIVALTA

2

Partiamo dai contro:

  1. folla DISUMANA. Compensata però da una buona organizzazione: il cameriere che ci ha accolti ha comunicato un’attesa di cinque minuti per il tavolo. Guardandomi intorno lo credetti impossibile, perché pareva di stare all’ingresso di San Siro prima di un concerto di Vasco. Ora, non so se si avvalgono di sicari della Yakuza per minacciare i clienti ingordi, ma dopo cinque minuti esatti avevamo il nostro bel tavolino accanto al Kaitan.
  2. il riso del sushi non è proprio perfetto e nei rotolini la quantità di pesce è limitata. Per 9 euri meglio così. M’avessero servito un trancio di salmone da mezzo chilo alla stessa cifra avrei sospettato si trattasse di una nutria pescata dal Po’.
  3. sushi e ravioli al vapore a parte (serviti caldi in una vaporiera di bambù), c’è molto fritto. In compenso, la frutta è fresca (difficile dissimulare lo stato delle fragole). E c’è pure il dolce, quindi non fate gli snob.

3

Pro:

  1. 9,90 euro. E’ bene ricordarlo;
  2. personale efficente e cordiale;
  3. è possibile pagare con i ticket restaurant;
  4. niente lavanda gastrica (so che ve lo aspettavate);
  5. potrete trastullarvi rimirando le figlie di papà da borsetta griffata gesticolare con fare compunto … quindi avventarsi sul cibo come orche assassine lasciate due settimane a digiuno. Salvo poi scrivere recensioni ingiuste, che sennò gli amici fighetti pensano male. Ma io vi ho viste, vi siete scassate l’inimmaginabile.

4